<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859</id><updated>2012-02-17T05:20:49.850+01:00</updated><category term='musica online'/><category term='acquisti online'/><category term='riflessioni sul web'/><category term='concerti online'/><title type='text'>Accade Online</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://accadeonline.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-8633085952174729754</id><published>2010-12-14T01:46:00.000+01:00</published><updated>2010-12-14T01:46:11.240+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acquisti online'/><title type='text'>La rieducazione dei carcerati sbarca online</title><content type='html'>Interessante iniziativa dell'amministrazione penitenziaria che mette in vendita online i prodotti realizzati dai detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sa che la rieducazione dei detenuti non è cosa facile, e che spesso le strutture italiane con il loro sovraffollamento rendono ancora più difficile questo compito.&lt;br /&gt;Si sa anche che la rieducazione passa spesso attraverso il coinvolgimento dei detenuti in attività lavorative, alcune delle quali anche di particolare qualità.&lt;br /&gt;E proprio questi prodotti di qualità sono quelli messi in vendita su una &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_21.wp"&gt;vetrina online&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; pubblicata sul sito del Ministero della Giustizia. Si tratta di &lt;b&gt;prodotti di artigianato ed enogastronomici&lt;/b&gt;: si possono trovare magliette, borse per la spesa, vini, miele e tanti altri prodotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere questi prodotti vengono venduti nei punti vendita delle case circondariali, ma in alcuni casi è possibile l'&lt;b&gt;acquisto online&lt;/b&gt; o l'ordine via mail.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-8633085952174729754?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/8633085952174729754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/8633085952174729754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2010/12/la-rieducazione-dei-carcerati-sbarca.html' title='La rieducazione dei carcerati sbarca online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-5295338361067881772</id><published>2010-09-10T22:56:00.002+02:00</published><updated>2010-09-10T23:05:29.218+02:00</updated><title type='text'>Legambiente online contro i sacchetti di plastica</title><content type='html'>Legambiente lancia la sfida al Ministero dell'Ambiente e apre una petizione online contro i sacchetti di plastica. In particolare si chiede al Ministero di non prorogare ulteriormente il divieto di distribuire sacchetti di plastica, per ora in vigore fino al 31 dicembre 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legambiente stima che si potrebbero risparmiare 8kg di CO2 per cittadino se venissero utilizzate solo borse biodegradabili per la spesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-5295338361067881772?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/5295338361067881772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/5295338361067881772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2010/09/legambiente-online-contro-i-sacchetti.html' title='Legambiente online contro i sacchetti di plastica'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-6675223997585992776</id><published>2009-01-18T01:24:00.001+01:00</published><updated>2009-01-18T02:04:42.182+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica online'/><title type='text'>Bruce Springsteen: un singolo in anteprima online</title><content type='html'>E' in agenda per il 27 gennaio l'uscita del nuovo album del Boss, ma una gustosa anteprima e' prevista per le prossime ore. Dalle 6 del mattino di martedi' sara' infatti possibile ascoltare il singolo "Working on a Dream" sul sito della &lt;a href="www.npr.org" target="_blank"&gt;National Public Record&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti i fan di Bruce quindi buona attesa a buon ascolto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-6675223997585992776?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/6675223997585992776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/6675223997585992776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/bruce-springsteen-un-singolo-in.html' title='Bruce Springsteen: un singolo in anteprima online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-4607357638185940409</id><published>2009-01-13T17:05:00.001+01:00</published><updated>2009-01-13T17:05:48.721+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni sul web'/><title type='text'>Internet come l'Universo: implodera' su se stesso?</title><content type='html'>Le parole chiave della moderna rete sono banda larga, multimedialita' e social network. I software di programmazione per il web grantisono ormai un livello di interattivita' avanzata e chiunque, almeno inteoria, puo' fruire di contenuti multimediali di alta qualita', ma anche produrne a livello sia amatoriale che professionale. Dovrebbe essere questo uno dei piu' alti gradi di democrazia digitale possibile, il mondo immaginato dieci anni fa. Ma certe piccole sfumature finoscono per creare una situazione ben diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pagine e i contenuti che costituiscono il web si sono espanse a dismisura (esattamente come l'universo dopo il big bang) e sembra che abbiano intenzione di espandersi ancora. Lo stesso vale per i soldi che "girano" sul web (girano, tenere bene a mente). Nella sostanza pero' siamo di fronte ad un'oligarchia che permette anche l'ingresso a qualche parvenu, ma di fatto continua a tenere le redini del gioco, ed e' disposta anche ad andare in perdita su alcuni servizi per non perdere la propria posizione dominante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione: non sto parlando di teorie del complotto, frasi fatte come "internet e' nata libera" o "le multinazionali vogliono controllare la mia vita tramite il pc". Parlo semplicemente di normalissime e piu' che lecite dinamiche di mercato e di alcuni loro effetti sul lungo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo detto che ormai chiunque puo' produrre contenuti originali di buona qualita' e di rilevante valore artistico, o sociale o intellettuale, o offrire servizi di utilita' agli internauti. Ma puo' realmente ripagarsi dello sforzo effettuato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta e' generalmente no. Il numero di pagine che costituisce il web cresce a dismisura, ma la grossa percentuale del traffico si concentra (e cresce) sempre sugli stessi siti. Siti che poi spesso non riescono nemmeno loro a ripagarsi dei servizi offerti. I social network che vanno tanto di moda oggi non ottengono grandi introiti in proporzione al traffico, se non sono addirittura in perdita. I server costano, l'energia costa, la banda costa, spesso poi esplodono improvvisamente facendo aumentare i costi di gestione, e in piu' - una volta raggiunta una posizione dominante - devi continuare a investire, in pubblicita' o nuovi servizi per tenere a bada la concorrenza. Perche' anche se non ci guadagni molto e' sempre meglio essere il primo, piuttosto che il secondo, pagando anche esperti che cerchino di capire come guadagnarci da tutto il traffico che riesci a ottenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Youtube non e' molto performante per Google, in termini di entroiti, ma continua ad essere di grande importanza per il prestigio, il brand, e le eventuali evoluzioni future del mercato. Facebook non ci guadagna quasi nulla, ed e' anche un po' in crisi per l'inaspettata esplosione di traffico che al momento significa maggiori spese piu' che maggiori guadagni. Feedburner ha recentemente ceduto al corteggiamento di Google. The Guild diventa una fiction online di grande successo, ma si diffonde grazie a Youtube, e non si ripaga: ha bisogno del contributo degli spettatori per autoprodursi e si fa sponsorizzare da Microsoft per mandare in onda la seconda stagione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza: puoi anche produrre te stesso grazie al web, ma generalmente piu' che popolarita' non ci guadagni, salvo la possibilita' che qualcuno si accorga di te e ti sponsorizzi. Ma allora non siamo molto lontani dai concorsi per giovani filmaker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'era dell'User Generated Content (cioe' i grandi network offrono piattaforme prive di contenuti che verranno creati in maniera tendenzialmente gratuita dagli utenti) chi produce contenuto difficilmente ci guadagna (uno su mille?) e alla fine nemmeno chi offre la piattaforma e' sicuro di rientrare nei costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure i soldi continuano a "girare" su internet. Girare appunto. La rete finisce per essere, nella maggior parte dei casi, moltiplicatrice di denaro per chi ha il proprio business fuori dal web: case automobilistiche che si pubblicizzano via internet, piccole aziende, case editrici... chiunque abbia un'attivita' fuori dal web puo' guadagnarci molto sfruttando la rete. Chi invece nella rete vuole fare il proprio business sopravvive spesso a fatica. I grandi soldi li fanno i siti di dating (che continuano a moltiplicarsi), i siti per adulti (mercato sempre in crescita), e poi? Pochi grandi siti che sino fatti negli anni una posizione "istituzionale" nel proprio settore, le societa' che intermediano pubblicita' attraverso i circuiti di affiliazione e pochi altri. Per il resto il grande traffico - ad esempio quello legato all'informazione - finisce sulle versioni online dei grandi quotidiani cartacei, e le voci un po' di verse dal solito (penso a Dagospia o a un Beppe Grillo) sono comunque personaggi gia' noti al grande pubblico fuori da internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco quindi la parcellizzazione di cui parlavamo all'inizio. Rispetto ad altri media i soldi che girano su internet finiscono per dividersi in fette sempre piu' piccole che alla fine scontentano quasi tutti. Se prendiamo un altro media, come la TV, vediamo una situazione diversa: ogni operatore riceve - tranne casi estremi - il suo giusto, se non addirittura lauto, compenso. Presentatori, vallette, sceneggiatori, costumisti, registi, presenzialisti e prezzemoline, editori e giornalisti. Tutti ricevono il giusto compenso, anche chi lavora in realta' di piccole dimensioni come le tv locali, intendiamoci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su internet invece no, come gia' detto, perche' la publicita' in proporzione paga molto meno, nonostante fornisca a chi si pubblicizza ROI anche maggiori delle campagne pubblicitarie televisive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale futuro puo' avere dunque alla lunga questo sistema?&lt;br /&gt;Qualcuno pensa a rendere a pagamento alcuni servizi dei social network, in maniera da aumentare i ricavi e poterne anche distribuire una parte agli utenti che generano contenuti. Ma siamo una societa' schizofrenica, che spende soldi per suonerie spazzatura e in compenso pretende di scaricare la musica gratis, il che rende abbastanza imprevedibili gli esiti di una soluzione di questo tipo. Altri ipotizzano una rete a doppia velocita', dove chi vorra' navigare veloce e accedere ai contenuti multimediali dovra' pagare piu' di qualche decina di euro al mese per la propria flat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure, come l'universo, dopo essersi espansa fino alla piu' totale rarefazione dei guadagni, la rete comincera' a ritirarsi: sempre meno servizi gratuiti, sempre meno facilita' di accesso a basso costo, sempre meno gente disposta a svendere la propria creativita', e riequilibrio dei poteri contrattuali tra chi vende e chi compra pubblicita'. Quindi fine dell'User Generated Content e ritorno a un media dove c'e' chi parla e c'e' chi ascolta, chi produce contenuti e chi ne usufruisce con un ritorno a una interattivita' piu' discreta, e magari la possibilita' reale e non piu' formale, per chi ha idee originali da proporre di vedere ripagati i propri sforzi in maniera adeguata. Ripartendo da dove si era cominciati, per un nuovo processo di espansione fino al successivo collasso o alla nascita di un nuovo media che fara' sembrare il web cosa vecchia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-4607357638185940409?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4607357638185940409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4607357638185940409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/internet-come-luniverso-implodera-su-se.html' title='Internet come l&apos;Universo: implodera&apos; su se stesso?'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-249648712120034034</id><published>2009-01-13T17:02:00.001+01:00</published><updated>2009-01-13T17:04:58.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni sul web'/><title type='text'>Internet come l'Universo - Premessa</title><content type='html'>In principio era il web. E di soldi non se ne parlava proprio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vollero infatti anni dalla nascita dell'ipertesto (parole che ormai scommetto sia tornata ad essere sconosciuta a molti) alla creazione e diffusione dei primi browser decenti. Si', perche' all'inizio nessuno aveva intenzione di investire tempo, e tantomeno denaro, in uno strumento considerato dai piu' inutile, senza futuro, e privo di remunerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dare una scossa alla diffusione del web ci vollero i primi ISP privati che pensarono di poter ottenere un guadagno economico vendendo l'accesso ai servizi della rete. E cosi' il web inizio' ad essere pubblicizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma com'era il web a quei tempi? Diverso, molto diverso da quello che conosciamo oggi. Aprire un sito costava: costava soldi avere un dominio, costava soldi avere un server o un contratto di hosting, bisognava conoscere l'HTML o pagare qualcuno che lo conoscesse. Non che l'HTML fosse un linguaggio difficile, ma per leggersi poco alla volta un libricino e iniziare a fare le prime prove richiedeva comunque un piccolo investimento di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Investimento. Teniamoci stretta questa parola come parola chiave che ritroveremo in seguito e che sara' una chiave di volta del nostro ragionamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo al web di dieci anni fa (parliamo del web italiano, per semplificare le cose: in America il discorso e' piu' o meno lo stesso ma con cinque o sei anni di scarto). Gran parte dei siti era fatta con passione: gente che, spesso senza nemmeno pensare di guadagnarci qualcosa, passava il proprio tempo a costruire delle piccole enciclopedie digitali raccogliendo tutto il materiale che poteva su un particolare argomento: le trame dei cartoni animati di un tempo, le sigle dei telefilm, la storia della propria squadra del cuore, le proprie poesie, guide e tutorial piu' o meno complete su questo e quest'altro. In generale: siti ricchi di contenuti con il solo e unico scopo di offrire contenuti ai visitatori. E poi magari ci si trovava a discutere sui newsgroup.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, contenuti. Teniamoci a mente questo concetto come seconda bella parola chiave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quei tempi a guadagnare soldi su internet erano proprio gli ISP, i primi siti ad alto traffico che potevano permettersi di trovare inserzionisti in maniera analoga al mondo della carta stampata, i primi negozi di vendita online e poi vabbe', quegli altri li' (ci siamo capiti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet cominciava cosi' a espandersi: gli ISP erano a caccia di nuovi utenti e cercavano di offrire contenuti e servizi accattivanti: le chat, gli spazi per trovare l'anima gemella (rudimentali siti per incentivare gli incontri online, ma non proprio i siti specifici, e a pagamento che conosciamo oggi), i forum che assomigliavano piu' a dei muri (c'erano mica tutte le funzioni di adesso). Di pari passo cresceva l'esigenza di linguaggi di programmazione per il web piu' performanti e che meglio si adattassero al crescente bisogno di interattivita' in tempo reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciascuno poteva avere sui grandi portali la propria pagina personale, gratuitamente, con tanto di wizard per costruirla anche senza sapere nulla di HTML, e nel frattempo scendevano i costi per avere dominio e hosting. Cresceva il desiderio di avere non piu' lapropria pagina, ma il proprio sito, e magari anche guadagnarci qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si diffondevano i primi siti di affiliazioni, da quelli che pagavano per ogni click fatto su un banner, a quelli che riconoscevano percentuali sulle vendite ai webmaster che avessero inviato traffico ai propri store online.&lt;br /&gt;Tutti potevano guadagnare con internet, semplicemente aprendo un sito su argomenti che erano oggetto della propria passione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet diventava l'Eldorado, dove Davide poteva competere con i Golia, aprendo il proprio sito di notizie, di commenti, di opinione, o pubblicando le proprie guide e i propri consigli sugli argomenti piu' disparati. Nel frattempo le aziende fuori dal web iniziavano a rendersi conto che farsi pubblicita' tramite internet poteva essere anche piu' conveniente dei mezzi tradizionali, e cosi' la crescita' di internet continuava esponenzialmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fini' che su ogni argomento si potevano trovare centinaia se non migliaia di siti, molti dei quali egualmente validi per contenuti e qualita'. Cosi' inizio' la corsa ai motori di ricerca. Avere un bel sito, ricco di contenuti e con qualche banner pubblicitario per fare qualche soldo non bastava piu': c'erano troppi siti concorrenti, e un bel sito senza traffico non guadagnava niente. I siti andavano ottimizzati per i motori di ricerca, in modo da comparire primi su Google, che nel frattempo s'era accaparrato il ruolo di leader dei motori di ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio' la prostituzione dei contenuti: le pagine non andavano piu' pensate solo per offrire un buon contenuto al visitatore, ma dovevano essere costruite in maniera da piacere all'algoritmo di Google. I piu' disinvolti creavano proprio pagine esclusivamente per i motori di ricerca, utili solo ad attrarre traffico, ma prive di alcun valore per l'utente che era costretto a percorsi di visita sempre piu' tortuosi per ottenere le informazioni che cercava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si diffuse anche il concetto che per poter guadagnare col proprio sito era necessario lasciare il visitatore un pochino insoddisfatto. Si', perche' se l'utente arriva sul mio sito e trova tutto cio' che cercava non avra' alcun bisogno di cliccare sui vari banner pubblicitari. E cosi' si moltiplicano a dismisura le pagine in cui anziche' "parlare di" si parla "intorno a". E generalmente questi siti riescono a primeggiare nei motori di ricerca rispetto ai siti fatti con tanta passione e ricchi di tanti contenuti, a meno che questi non siano gia' diventati "famosi" fra gli utenti e abbiano ricevuto centinaia di link spontanei da altri siti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, questo e' un primo riassunto dei primi anni del web in Italia: un riassunto parziale e molto semplificato, ma che ben traccia una linea di direzione secondo questi punti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Un sito richiede un investimento, non solo di soldi, ma anche di tempo ed energie, e i contenuti sono il fine stesso del sito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Un sito richiede un investimento sempre minore in termini di soldi, e i contenuti sono un mezzo in alcuni casi sacrificabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo clima esplode il fenomeno dei blog. Fenomeno bellissimo, per molti punti di vista, ma che ha come effetto collaterale quello di creare una massa di contenuti pressoche' inutili, banali, di nessun interesse per la comunita'. Intendiamoci, di blog bellissimi e interessantissimi ce ne sono, parecchi, ma costituiscono una percentuale molto bassa della totalita' dei blog. Avere un blog, e quindi produrre un contenuto che andra' a costituire parte del web, non richiede piu' alcun tipo di impegno: non solo e' possibile avere un blog gratis, ma scrivere un blog non richiede alcun progetto, alcuna organizzazione, e siccome posso farlo gratis non ho bisogno di alcun tipo di coerenza interna dei contenuti. Scrivo quello che voglio, quando mi pare, se mi pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo da una parte e' cosa bellissima, significa liberta', per molti democrazia. Ma da un punto di vista piu' macroscopico significa eccessiva parcellizzazione. Di cosa? Del traffico, e quindi dei guadagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno qui si chiedera': ma eccessivo rispetto a cosa? Seguitemi e ci arriveremo.&lt;br /&gt;Intanto siamo arrivati al terzo punto della nostra fase evolutiva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Un sito/blog non richiede alcun investimento in termini di soldi, tempo, organizzazione e i contenuti possono anche essere inutili, o disorganici, o piccole pillole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo e' esploso adsense: basta inserire due righe di codice sul proprio blog e al resto ci pensa lui. Bellissimo: chiunque puo' ora pagarsi una pizza a fine mese con i soldi guadagnati col proprio blog. Gia', i soldi: torniamo ad analizzare il web dal punto di vista dei soldi che ci girano intorno. Adsense paga molto bene, e paga chiunque. Gli altri tipi di circuito di fatto pagano su internet meno di quanto pagherebbero su qualsiasi altro media. Si', perche' se una casa editrice vuole uno spot in TV lo paga ad un prezzo di mercato, e in maniera indipendente dal risultato che poi avra' sul pubblico quello spot. Io al massimo posso mettere sul mio blog un banner che pubblicizza un libro, ma vengo pagato solo una piccola percentuale della vendita se qualcuno dal mio sito va sul sito del rivenditore e lo acquista. Anche questo sara' un punto chiave nelle conclusioni finali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo parlato dei blog e di adsense; nel frattempo la pubblicita' sul web cresce. Per qualsiasi tipo di azienda farsi pubblicita' su internet diventa sempre piu' conveniente, per due motivi fondamentali. Il primo e' che lo strumento telematico offre possibilita' di monitorare i reali effetti della campagna molto maggiori rispetto ai media classici. Il secondo e' che sul web, nella gran parte dei casi, chi vuole farsi pubblicita' ha un potere contrattuale molto piu' forte di chi e' disposto a offrire uno spazio pubblicitario. Se io inserisco su un blog da poche decine di visitatori al giorno un banner di uno store online di prodotti tecnologici che mi paga solo se un mio utente clicca e compra qualcosa, io in un mese probabilmente non guadagnero' niente. Il mio banner ha pero' contribuito a rafforzare la notorieta' di quel marchio. Immaginate questo moltiplicato per qualche decina di migliaia di blog e capirete che un marchio e' riuscito su internet a farsi della gran bella pubblicita' gratis. E questo e' solo un esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo infine un salto avanti al web dei giorni nostri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-249648712120034034?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/249648712120034034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/249648712120034034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/internet-come-luniverso-premessa.html' title='Internet come l&apos;Universo - Premessa'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-2122079907917554569</id><published>2009-01-08T12:23:00.002+01:00</published><updated>2009-01-08T12:32:13.329+01:00</updated><title type='text'>DotCities: grandi metropoli in consorzio per nuovi TLD</title><content type='html'>Parigi, New York, Berlino, Amburgo, Barcellona: sono queste le prime cinque citta' che sino riunite nel consorzio DotCities per ottenere nuovi top levele domain dall'Icann, dedicati appunto alla singola citta', per valorizzare anche su internet il proprio patrimonio culturale e turistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presto dovrebbero unirsi al consorzio anche Londra e San Francisco. Le grandi metropoli chiedono non solo i nuovi domini, ma anche dei prezzi favorevoli, almeno per il tempo che bastera' a mettere in moto il nuovo meccanismo. Attualmente infatti l'Icann richiede 185000 dollari per l'assegnazione di un nuovo TLD, piu' altri 75000 di canone annuo, una cifra ritenuta dal consorzio insostenibile, almeno finche' i nuovi domini non avranno preso piede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-2122079907917554569?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/2122079907917554569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/2122079907917554569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/dotcities-grandi-metropoli-in-consorzio.html' title='DotCities: grandi metropoli in consorzio per nuovi TLD'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-421282049033459453</id><published>2009-01-07T21:18:00.002+01:00</published><updated>2009-01-07T21:25:15.588+01:00</updated><title type='text'>L'archivio di Hemingway sara' online</title><content type='html'>Oltre tremila documenti, tra cui un finale alternativo e un incipit scartato di &lt;em&gt;Per chi suona la campana&lt;/em&gt;, oltre a varie lettere e alcuni racconti e romanzi mai terminati. A tanto ammonta l'archivio di documenti della casa cubana di Hemingway che, secondo una rivelazione del Guardian, le autorita' cubane avrebbero deciso di pubblicare online, grazie a un accordo con il Social Science Research Council di New York. Siamo sicuri che appena sara' online le visite saliranno subito alle stelle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-421282049033459453?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/421282049033459453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/421282049033459453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/larchivio-di-hemingway-sara-online.html' title='L&apos;archivio di Hemingway sara&apos; online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-4530207707166537205</id><published>2009-01-07T17:19:00.002+01:00</published><updated>2009-01-07T17:30:46.032+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica online'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='concerti online'/><title type='text'>La Filarmonica di Berlino sbarca online</title><content type='html'>Anche la celebre Filarmonica di Berlino si lancia nel web con la sua &lt;a href="http://dch.berliner-philharmoniker.de/#/en/" target="_blank"&gt;Digital Concert Hall&lt;/a&gt;, ovvero il sito da cui trasmettera' online i propri concerti, ad un prezzo accessibile, ma senza tralasciare la qualita' e il fascino del classico. Per soli 10 euro si potra' acquistare un concerto e rivederlo nell'arco di 48 ore, mentre per l'archivio della stagione 2008/2009 il costo e' di 89 euro, per un'offerta valida fino ad agosto. Attualmente la promessa e' di almeno 30 concerti a stagione trasmessi online.&lt;br /&gt;Buon ascolto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-4530207707166537205?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4530207707166537205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4530207707166537205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/la-filarmonica-di-berlino-sbarca-online.html' title='La Filarmonica di Berlino sbarca online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-2502064699159254300</id><published>2009-01-06T10:49:00.002+01:00</published><updated>2009-01-06T10:53:14.216+01:00</updated><title type='text'>La nuova Ferrari si presenta Online</title><content type='html'>E' atteso per settimana prossima, il 12 gennaio, il debutto in pista della nuova Ferrari, che girera' a Fiorano guidata da Felipe Massa. L'anteprima sara' sul sito del Cavallino e gia' in mattinata anche su sportmediaset.it gli appassionati potranno vedere foto, interviste e dati tecnici per un gustoso antipasto in attesa della prossima stagione!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-2502064699159254300?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/2502064699159254300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/2502064699159254300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/la-nuova-ferrari-si-presenta-online.html' title='La nuova Ferrari si presenta Online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-3396186858280862739</id><published>2009-01-04T15:12:00.002+01:00</published><updated>2009-01-04T15:27:26.210+01:00</updated><title type='text'>Microsoft e i diritti di The guild, la sitcom online</title><content type='html'>Nove milioni di contatti e diversi premi online: questo il biglietto da visita di The Guild, una sitcom online autoprodotta e finanziata dagli stessi fan che ha conquistato l'attenzione degli internauti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ispirata al mondo dei giochi di ruolo online, The Guild ha attirato l'attenzione di Microsoft che ha acquistato i diritti per la produzione di una seconda serie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ideatrice, produttrice e interprete della serie in otto puntate e' Felicia Day, non proprio una novizia del mondo dello spettacolo: qualcuno la ricordera' nel ruolo di Vi in Buffy (anche se all'epoca non venne accreditata)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potete trovare la prima stagione di The Guild su Youtube; la seconda e' invece di sponibile su MSN Video e presto dovrebbe uscire anche in DVD.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-3396186858280862739?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/3396186858280862739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/3396186858280862739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2009/01/microsoft-e-i-diritti-di-guild-la.html' title='Microsoft e i diritti di The guild, la sitcom online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-4656167945251349696</id><published>2008-07-30T04:19:00.002+02:00</published><updated>2008-07-30T04:24:28.441+02:00</updated><title type='text'>L'autostop si fa online</title><content type='html'>Ecco uno di quei siti che mancava: dopo lo sacmbio di posti per dormire sul divano, ecco il sito per ci cerca un passaggio. Si tratta di &lt;a href="http://www.roadsharing.com/" target="_blank"&gt;Roadsharing.com&lt;/a&gt;, sito ideato da un'azienda italiana e gia' disponibile in 5 lingue. Il funzionamento e' facile: ti registri, lasci i tuoi dati, e scrivi il percorso che devi percorrere; un po' come una normalissima bacheca di annunci, in cui l'oggetto pero' e' sempre lo stesso: autostop. Tra gli obiettivi, oltre a quello di far conoscere persone in viaggio, anche quello di ridurre le emizzioni di Co2 attraverso la minor circolazione di autovetture.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-4656167945251349696?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4656167945251349696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4656167945251349696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2008/07/lautostop-si-fa-online.html' title='L&apos;autostop si fa online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-6012901522640869</id><published>2008-07-30T04:00:00.002+02:00</published><updated>2008-07-30T04:05:42.786+02:00</updated><title type='text'>Tutti i record della Cina Online</title><content type='html'>Secondo i dati rivelati dal China Internet Network Information Centre, la Cina ha ormai superato, nel mese di giugno, gli Stati Uniti per quanto riguarda il numero di internauti: 253 milioni di utenti online, pari al 19,1% della popolazione totale, con un incremento del 56% rispetto all'anno precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'80% di questi utenti ha una connessione a banda larga: il loro numero totale ammonta cioe' a 214 milioni di abbonati, e anche questo e' un record.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superata infine anche la Germania per quanto riguarda il numero di domini registrati sotto il dominio nazionale (.cn): ben 12, 18 milioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-6012901522640869?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/6012901522640869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/6012901522640869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2008/07/tutti-i-record-della-cina-online.html' title='Tutti i record della Cina Online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-8069720951354427079</id><published>2008-07-30T03:56:00.002+02:00</published><updated>2008-07-30T03:59:50.540+02:00</updated><title type='text'>Il patrimonio dei Senatori va online</title><content type='html'>A partire da agosto lo stato patrimoniale dei Senatori della Repubblica sara' pubblicato online. Lo ha deciso il Senato stesso durante la sessione di bilancio interna, con l'intento di una maggiore trasparenza riguardo i possibili conflitti di interesse dei Senatori: grazie a questo provvedimanto infatti sara' resa pubblica la titolarita' di azioni e quote societarie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-8069720951354427079?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/8069720951354427079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/8069720951354427079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2008/07/il-patrimonio-dei-senatori-va-online.html' title='Il patrimonio dei Senatori va online'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-316455692037192859.post-4429502918849189338</id><published>2008-07-30T03:32:00.002+02:00</published><updated>2008-07-30T03:39:56.378+02:00</updated><title type='text'>Pettegolezzi sul divorzio? E io lo metto online!</title><content type='html'>L'Inghilterra e' il paese della privacy e del gossip, in cui il tuo spazio e' rispettato, a patto pero' che se ne possa parlare e sparlare. Cosi' i divorzi sono  a porte chiuse, ma tutti vogliono dire la propria sul tuo divorzio. Specialmente se sei un uomo d'affari multimilionario. E per un multimilionario probabilmente non c'e' cosa peggiore che sentirsi dare del taccagno. Stanco quindi dei pettegolezzi dei vicini, il signor Gary Dean, milionario divorziato da poco, ha deciso di aprire un sito per rendere noti al &lt;em&gt;pubblico&lt;/em&gt; i dettagli del proprio divorzio, con tanto di documenti allegati. Il tutto per dimostrare di aver dato alla moglie auto di lusso, gioielli e denaro sonante per la cifra di 3,7 milioni di sterline. Chissa' che cosi' non abbia pero' "invogliato" qualche bella donna ad essere... la prossima ex-moglie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/316455692037192859-4429502918849189338?l=accadeonline.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4429502918849189338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/316455692037192859/posts/default/4429502918849189338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accadeonline.blogspot.com/2008/07/pettegolezzi-sul-divorzio-e-io-lo-metto.html' title='Pettegolezzi sul divorzio? E io lo metto online!'/><author><name>Prime</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07912609916690087950</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
